Hall of Fame: i Grandi Soci del nostro Club

Il Panathlon Club Forlì ha avuto ed ha tuttora soci di grande prestigio internazionale tra i propri iscritti.


In questa pagina riportiamo alcuni dei soci famosi che hanno fatto parte del Panathlon Club Forlì. Alcuni di loro purtroppo non ci sono più (Bruno Boari, Giuseppe Ambrosini) ma ci hanno lasciato un’eredità importante, come si può vedere anche nelle pagine di questo sito.

Giuseppe Ambrosini

Giuseppe Ambrosini

Giuseppe Ambrosini

Nato a Bologna nel 1886, avvocato, all’attività forense preferì il giornalismo sportivo, diventandone figura per tanti aspetti monumentale. Capo redattore dei servizi sportivi de “La Stampa” di Torino, indi Direttore de la “Gazzetta dello Sport” per undici anni, nonché direttore di corsa al Giro d’Italia e, sul finire della carriera, importante figura di “Tuttosport”. Fondatore del Guerin Sportivo, riferimento di importanti giornalisti che, proprio lui, lanciò; “testimonial” dei grandi fatti di sport, dagli anni ‘10 fino agli anni ’70.

E’ stato il Presidente del Club Panathlon Forlì dalla sua fondazione (14 febbraio 1959) fino al 1975. Lo distingueva la competenza tecnica sui fatti ed i personaggi di cui scriveva. In altre parole, si può essere ottime penne, ma se si conosce poco sulle essenze dell’argomento e sui motivi, le movenze e le gesta di chi ne è protagonista, si rende un servizio a metà.

E’ passato alla storia per il ciclismo, disciplina di cui poteva essere tranquillamente tecnico, ma lo sport, tutto, lo viveva sui medesimi presupposti. Per questo, è stato un presidente fondamentale per la crescita del Club. Non solo per quella fama che spingeva i migliori divulgatori a venire a Forlì. Per la biografia completa vedere alla pagina “Tutti i Presidenti del Club“.

Bruno Boari

Bruno Boari

Bruno Boari

Lo sport della nostra città ed il pugilato nazionale devono molto a Bruno Boari . Nato nel 1924, e scomparso nel 2004. A poco più di venti anni si cucì addosso la figura di manager “ante literam “. Contribuì a fondare la “Polisportiva Edera Forlì”, fu uno dei principali fautori della brillante squadra di ginnastica femminile che partecipò al le Olimpiadi di Roma, fu amico di infanzia di un pugile. Boari guidò la carriera di Widmer Milandri (Campione d’Italia professionisti nel 1946-47e nel 1952-54) quasi a 360 gradi. L’amicizia con un pugile di ottima quotazione ma dal carattere perlomeno bizzarro forgiò Boari ad ogni esperienza. Organizzatore, manager, consulente tutto contribuì ad immergere sempre più Boari n ell ‘oceano pugilato. In unità d’intenti , con Umberto Branchini, Leonardo Barravecchia, Libero Cecchi , Bruno Zambarbieri (Rafia) Bruno fece della Romagna un importante polo organizzativo. L’ingresso di Boari nel consiglio direttivo della FPI a Verona nel 1965 fu una naturale conseguenza del suo prezioso lavoro. L’ascesa in seno agli organi federativi risulta verticale . Presidente di varie commissioni, responsabile più volte del Comitato professionisti, Vice presidente federale, nel 1976 ottiene a Vienna anche la vicepresidenza E.B.U. In confidenza con Ermanno Marchiaro, Brandino e molti altri, Boari funzionò da vero ago della bilancia del rinnovamento strutturale che il mondo pugilistico italiano si trovò ad affrontare fino a metà degli anni 90. La sua capacità di cogliere il momento germinale delle nuove realtà del pugilato fecero di lui un dirigente importante anche scomodo per chi ne pativa la personalità e la competenza. Contemporaneamente alle cariche federali ricoprì il ruolo di Presidente provinciale del CONI di Forlì, dal 1969 al 1997, ruolo gestito con notevole competenza e mai nessuno si permise di contestare questo doppio ruolo Nel consiglio federale del 19 Giugno 2004 con la promozione del presidente Franco Falcinelli è stato istituito il premio “BRUNO BOARI” al miglior dilettante Italiano. Sarà consegnato a Forlì nella primavera della stagione agonistica successiva.

Il 3 giugno 2014 Bruno Grandi ed il Panathlon hanno commemorato il decennale della scomparsa di Boari, con una manifestazione  a Forlì con la partecipazione di Nino Benvenuti.

Bruno Grandi

Bruno Grandi

Bruno Grandi

Nato a Forlì (9 maggio 1934) è uno dei dirigenti sportivi italiani più stimati e con Primo Nebiolo e Giulio Onesti, componente del terzetto dei più importanti dirigenti dal dopoguerra ad oggi. Il suo curriculum è impressionante. In estrema sintesi: Direttore Tecnico della Nazionale di Ginnastica (1969-1977); Vicepresidente della Federazione Europea di Ginnastica (1982-1989); Presidente della Federazione Italiana di Ginnastica per 23 anni (1977-2000); membro del Comitato Esecutivo della Federazione Internazionale di Ginnastica (1985-1992); Vicepresidente del Coni dal 1987 e presidente reggente fra il 1998 ed il 1999, durante la delicata fase di transizione dalla presidenza Pescante a quella Petrucci. È stato membro italiano del CIO dal 2000 al 2004. Dal 1996 ricopre l’incarico di Presidente della Federazione Internazionale di Ginnastica (FIG) ma ha già annunciato che questo sarà il suo ultimo mandato, poi si ritirerà. Nel 2001 è stato inserito nella “International Gymnastics Hall of Fame “.

Nonostante i suoi tanti  impegni a livello mondiale, ha sempre avuto un’attenzione particolare per la sua città natale, nella quale grazie al suo impegno, è stata realizzata una palestra dedicata alla sola Ginnastica Artistica. Riesce, nonostante tutto, ad essere presente qualche volta alle nostre serate conviviali, con grande piacere di tutti noi.

Ercole Baldini

Ercole Baldini

Ercole Baldini

La massima gloria sportiva forlivese. Non serve altra definizione per Ercole Baldini, il “treno di Forlì”. Unico forlivese di sempre ad avere vinto un Oro Olimpico (Melbourne 1956).

Nato a Forlì (fraz. Villanova) il 26 gennaio 1933 è stato un  ciclista su strada e pistard italiano. Professionista dal 1957 al 1964, nel triennio tra il 1956 e il 1958 si aggiudicò un titolo olimpico su strada, il record dell’ora, un Giro d’Italia e un campionato mondiale su strada. Dotato di caratteristiche di passista-scalatore, era soprannominato “il Treno di Forlì”. Elogiato per l’eleganza in bicicletta, venne presto etichettato come un “nuovo Coppi”: un campione in grado di vincere tutto. Ma per problemi di salute e di peso, la sua carriera, come come aveva avuto una fulminea ascesa, entrò  rapidamente in una fase discendente. Negli anni successivi al 1958, infatti, Baldini non riuscì a ripetere le imprese delle stagioni precedenti. Il 4 novembre 1964, dopo essersi classificato secondo al Trofeo Baracchi, in coppia con Vittorio Adorni, annunciò l’addio all’attività agonistica.

Dopo essere stato direttore sportivo per alcune formazioni professionistiche (tra cui, per quattro anni, la Scic), è stato scelto come Presidente dell’Associazione Ciclisti e infine Presidente della Lega. È stato poi anche collaboratore del presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale Hein Verbruggen. 

Ha creato il Museo Ercole Baldini, ove sono esposti  tutti i suoi trofei, le maglie, una bicicletta Legnano del 1958 e tanti altri ricordi di una carriera incredibile. Il Museo, che ha sede in Viale Bologna 325 a Villanova di Forlì, è stato inaugurato il 20 maggio 2003.